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News
01/03/2016
Decreto Balduzzi e DDL sullo Sport Temi Caldi

Molto partecipata la riunione zonale di Trento (oltre un centinaio di dirigenti presenti), organizzata in contemporanea con la seduta della Consulta. La serata si apre con un appello rivolto da una cooperativa sociale che lavora con i rifugiati: l’idea è quella di offrire a queste persone la possibilità di praticare qualche allenamento.

Apre l’intervento il presidente Ettore Pellizzari, che ricorda il percorso fatto nelle varie vallate della nostra provincia in queste ultime settimane. “Sarebbe semplice e molto più gratificante parlare del gioco del calcio, invece sempre più frequente vi ricordiamo scadenze e spieghiamo quali carte bisogna compilare. Ci troviamo quotidianamente ad affrontare problemi di politica sportiva.” Il presidente ha poi ricordato il problema delle squalifiche comminate per le partecipazioni ai tornei non riconosciuti e che nei mesi scorsi hanno riguardato diversi giocatori trentini. E’ stato poi affrontato il problema del vincolo sportivo, che nelle alte sfere è tema di molte discussioni e che vorrebbe essere eliminato dall’Associazione Italiana Calciatori. Altro argomento molto sentito è quello del defibrillatore, reso obbligatorio dal decreto “Balduzzi”: la posizione del Comitato Provinciale Autonomo di Trento rimane la stessa da sempre, ovvero favorevoli all’installazione dal macchinario, ma occorre eliminare l’obbligo della presenza costante del tecnico abilitato. Ultimo punto all’ordine del giorno è il nuovo Ddl in materia di sport che dovrebbe sostituire la Legge 21/90: su questo tema la Figc trentina è molto impegnata per ottenere che l’eventuale nuova legge sia imperniata attorno all’associazionismo sportivo, vero fulcro dell’attività.

E’ seguito l’intervento del Coordinatore del Settore Giovanile e Scolastico, dottor Giorgio Barbacovi, che ha ricordato le composizioni dei gironi dei campionati delle categorie Pulcini ed Esordienti.

Poi via alle domande del folto pubblico: il dibattito ha evidenziato la posizione unanime delle società di critica e protesta sia al decreto Balduzzi (defibrillatori), sia all’attuale testo del Ddl in materia di sport. Le società, addirittura, hanno espresso (a Trento, ma anche nelle altre sedi) la loro intenzione di ritardare per protesta l’inizio delle partite, se non di fermarsi per una o più giornate. La parola passa ora al Consiglio Direttivo.