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News
14/07/2018
DOLOMITICHE: INTERVISTA ALLA SELEZIONATRICE GRAZIA TRENTIN

Le ragazze dolomitiche, provenienti dai Comitati di Belluno, Bolzano e Trento, si sono ben comportate alla final six disputata a Cervia la scorsa settimana, chiudendo al quarto posto, ma vendendo sempre cara la pelle. Abbiamo quindi chiesto alla selezionatrice Grazia Trentin un commento sull’annata.


Prima volta alle Final Six: cosa ne pensi di questo evento? 

Penso che sia un’esperienza indimenticabile per le ragazze ed il coronamento del percorso fatto nei mesi precedenti. Arrivare alla fase finale significa aver costruito, partendo da zero con 8 raduni, in primis un gruppo di ragazze coeso in termini di unione di intenti e, in secondo luogo, una vera e propria squadra con una precisa idea di gioco. Le ragazze si sono fin da subito rese disponibili ad accogliere le linee guida impartite a livello tecnico, tattico e comportamentale.

Durante la settimana a Cervia hanno inoltre potuto anche confrontarsi con giocatrici della Nazionale maggiore (Eleonora Goldoni e Martina Piemonte) che hanno condiviso le loro esperienze da calciatrici passate proprio dall’attività della Calcio + U15F. Il progetto infatti riguarda una crescita a 360 gradi dove sport, cultura, studio e alimentazione contribuiscono a rendere le ragazze persone consapevoli delle opportunità a loro rivolte che solo con sacrificio, passione e cuore si possono raggiungere.

 

2. Le Dolomitiche stanno proseguendo il loro percorso di crescita: un segnale positivo per la vostra preziosa attività al CFT?

La Selezione Dolomiti è costituita da 18 giocatrici, 12 delle quali frequentano i Cft di Egna (BZ) e Borgo Valsugana (TN).

Le altre ragazze sono state individuate in varie società del territorio Provv di BZ, BL e TN.  Ciò significa che la qualità esiste e che senza ombra di dubbio far parte del Cft incrementa, con un allenamento in più a settimana (il lunedì), il lavoro svolto dalle ragazze presso le società di appartenenza. Quello che ci si auspica e’ che le società possano avvicinarsi al metodo di lavoro dei CFT , dove il Format degli allenamenti segue le linee guida delle Nazionali giovanili e staff competenti seguono ragazzi e ragazze per l’intero corso. Le porte dei CFT sono sempre aperte per poter visionare gli allenamenti ed avere un confronto con i mister e verificare la gestione anche post allenamento.

 

3. Come funziona la collaborazione tra i comitati di Trento, Bolzano e Belluno?

La collaborazione si svolge attraverso una comunicazione ove la condivisione delle informazioni sta alla base dei rapporti intrattenuti tra i vari comitati, ove le persone vengono al primo posto tramite i Resp SGS e Femminile. Da questo punto di vista, come più volte detto, vorrei fare un ringraziamento particolare al ns coordinatore SGS dott Giorgio Barbacovi, alle Società, ai genitori ed ai Comitati FIGC di Belluno CPA di Trento e Bolzano, al mio Staff: Manuela Boito Team Manager, Denise Ferraris vice allenatrice, Stefano Scali, preparatore dei  portieri, ai dottori Bernardo Stabile e Robert Odirizzi, a tutte le persone che ci hanno seguito in questi mesi ed alle persone che hanno creduto in questo progetto.

Un risultato straordinario in un percorso di crescita che è stato perseguito al meglio.

 

4. In ogni attività esistono delle criticità: quali sono quelle riscontrate quest'anno? 

La maggiore per me ed il mio staff era creare un gruppo coeso con ragazze che vengono da zone geografiche diverse, con culture diverse. In particolare, sin dal primo raduno, siamo riusciti ad integrare le ragazze altoatesine che parlavano solo lingua tedesca. 

Sin da subito abbiamo trasmesso a tutte che le Dolomiti, costituite da tre province distinte,  fossero una unica famiglia. 

Queste ragazze sono cresciute raduno dopo raduno e mi sento di dire che sono e siamo una famiglia; non esistono differenze geografiche ne’ linguistiche e l’integrazione si è  perfezionata al massimo. 

Inoltre mi sento di dire che sono ragazze speciali perché hanno manifestato il loro affetto a noi staff con un pensiero la sera prima della finale. Le porto nel cuore una per una e credo che la soddisfazione più grande sia questa sentirsi dire ‘mister le voglio bene’ sentirsi dire ‘grazie’ per la loro crescita calcistica che riconoscono in maniera tangibile. Abbiamo trasmesso al gruppo un concetto di vittoria legato al superamento di una determinata situazione in campo, prediligendo la qualità del gioco al risultato. Questa qualità ci è stata oggettivamente riconosciuta da tutte le Selezioni partecipanti alla Final Six. 

Le emozioni e le soddisfazioni che ci hanno regalato le Dolomitiche sono immense, auguro a tutte loro di continuare il cammino di crescita che possa portarle a realizzare i loro sogni.