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09/02/2012
VALORIZZARE IL RUOLO DELLE SOCIETA' SPORTIVE
Si riporta la lettera del presidente Pellizzari a nome del Consiglio Direttivo (all'unanimità) pubblicata a pag. 52 del quotidiano "L'Adige" di giovedì 9 febbraio 2012.Si tratta della richiesta di valorizzare il ruolo delle società sportive.

È davvero strano e incomprensibile il fatto che il C.O.N.I. della provincia di Trento promuova in proprio iniziative in concorrenza con le Federazioni e con gli Enti di promozione sportiva. Mi riferisco al progetto “1001 piazzali- noi giochiamo allo sport” di cui è scritto sull'’Adige” del 7 febbraio.
Si tenga conto che il C.O.N.I. non ha mai informato le Federazioni Sportive dell’iniziativa di “1001 piazzali”, salvo ovviamente quelle rappresentate nella Giunta del C.O.N.I. medesimo. Io personalmente sono venuto inizialmente a saperlo da Ida Micheletti, consigliere responsabile per il calcio femminile della F.I.G.C. e componente della Giunta del C.O.N.I. provinciale. Successivamente ne ho parlato con il presidente Giorgio Torgler e poi con il prof. Andro Ferrari (che mi diede copia cartacea del progetto), esprimendo loro tutta la mia sostanziale contrarietà.
Recentemente alcuni amici sindaci mi hanno informato del fatto che il C.O.N.I. provinciale ha inviato loro la modulistica di adesione al citato progetto. In essa vi è scritto, fra l’altro, : “ Il Comune di ………… dichiara di aderire al Progetto “1001 Piazzali” per l’anno 2012, assumendosi, di concerto con la Comunità di Valle, i costi relativi allo stesso così come definito di concerto con tutti i soggetti aderenti una volta predisposto il Progetto Esecutivo ed il relativo budget. Si impegna inoltre ad individuare e fornire i nominativi degli animatori che dovranno frequentare il Corso di Formazione organizzato dal COL-CONI di Trento”.
Potrà sembrare singolare il fatto che il Consiglio Direttivo della più grande Federazione sportiva in termini numerici, sia contrario ad una simile iniziativa. In realtà la questione è molto semplice: siamo in un periodo di ristrettezze economiche che non risparmiano alcuno. Il mondo dell’associazionismo sportivo dilettantistico e giovanile si trova in grande difficoltà nel reperire da enti pubblici e da privati le risorse finanziarie essenziali per promuovere e organizzare l’attività sportiva che di fatto costituisce anche ottima “politica giovanile” portata avanti costantemente, quotidianamente, volontariamente e che quindi ha anche un’importante valenza sociale.
In realtà, come detto, le società sportive si vedono ridurre progressivamente i sostegni finanziari essenziali alla loro sopravvivenza.
Le associazioni sportive sono le sole componenti della società civile che effettivamente, storicamente promuovono lo sport giovanile e dilettantistico.
Per quanto riguarda lo sport giovanile tutte le Federazione e tutti gli Enti di promozione sportiva si sono dotati di strumenti psicopedagogici e didattici ispirati alla valorizzazione degli elementi ludico/motori che prescindono assolutamente dal fatto di cercare i campioni. La prova semplicemente nel fatto che solamente la F.I.G.C. ogni anno tessera nella nostra provincia più di ottomila ragazzi/e under 14, che vengono automaticamente svincolati dal tesseramento il 30 giugno di ogni anno a conclusione della stagione sportiva: dove sta la ricerca del campione?
È singolare anche il fatto che Torgler sottolinei nel suo articolo pubblicato da “L’Adige”: “Stiamo trovando nelle Comunità di Valle e nei Comuni della provincia grande adesione …..”. Su questa “adesione” Torgler ha dovuto omettere di nominare le società sportive, delle quali chiede comunque il coinvolgimento e le Federazioni sportive. Ma il C.O.N.I. non rappresenta le Federazioni e gli Enti di promozione Sportiva? Chi vuole fare politica non è meglio che la faccia direttamente senza strumentalizzare lo sport?
Il Comitato provinciale della F.I.G.C. di Trento in questo periodo sta svolgendo riunioni di società sul territorio provinciale. Si è iniziato il 23 gennaio a Trento, il 26 gennaio a Tione, il 30 gennaio a Cles, il 3 febbraio a Cavalese, il 6 febbraio a Mori e si concluderà il 13 febbraio a Levico Terme. Ebbene, durante le riunioni le società sportive calcistiche (la F.I.G.C. ne annovera 194) hanno sostanzialmente espresso la loro contrarietà alle iniziative del C.O.N.I. che non vadano nella direzione del supporto culturale e organizzativo per le Federazioni e per gli Enti di promozione sportiva.
Il C.O.N.I. può avere un ruolo davvero importante nel momento in cui opera a supporto delle Federazioni e degli Enti di promozione sportiva. La cultura che può dispensare attraverso i docenti della “Scuola dello Sport” è di grande aiuto per tutto il movimento sportivo trentino. Il nostro Comitato sta svolgendo in questo periodo un corso C.O.N.I.-F.I.G.C. per tecnici e dirigenti privi di qualifica, che operano in ambito sportivo giovanile. Per questo ringraziamo il C.O.N.I. e riteniamo che esista un ampio campo d’intervento da parte sua, senza per questo doversi inventare iniziative che, al di la del titolo suggestivo e delle buone intenzioni, di fatto rischiano di allontanare dalle società sportive molti giovani (per la nostra attività il periodo aprile-metà giugno è il più intenso). Il C.O.N.I. aiuti le società sportive attraverso le Federazioni senza procedere ad iniziative sportive creative che invece le danneggiano.
Se il C.O.N.I. vuole combattere il fenomeno del precoce abbandono dello sport da parte di molti giovani e soprattutto di molte ragazze, lo faccia pure: cerchi allora di coinvolgere coloro che effettivamente sono usciti dallo sport, interessando le fasce d’età che vanno dai 14 anni in su, non le fasce d’età inferiori che il “gioco sport” lo hanno appena assaporato aderendo alle proposte delle diverse discipline sportive.
Si badi che il repertorio di proposte di “gioco sport” che le singole discipline sportive propongono è di una vastità enorme e quindi in grado di soddisfare le esigenze ludico motorie di tutti i bambini/e, compresi i diversamente abili.
D’altronde, come altre volte ho rilevato, il C.O.N.I. con questa sua iniziativa di fatto disconosce alle singole Federazioni e agli Enti di promozione sportiva la capacità di promuovere attività ludico motoria nelle fasce più giovani della popolazione trentina: questo è un fatto molto grave.
Sul piano economico qualcuno potrebbe obbiettare che il finanziamento delle iniziative del C.O.N.I. provinciale non va direttamente ad incidere sul budget per lo sport, ma ci vuole poco a capire che se i comuni e le comunità di valle finanziano determinati percorsi progettuali inevitabilmente vanno ad erodere le già ridotte risorse finanziarie per le società sportive del loro territorio.
Molto altro ci sarebbe da dire in merito all’argomento, ma per necessità di sintesi per ora mi devo fermare.
In conclusione la F.I.G.C. trentina chiede alle pubbliche autorità di fare in modo che, soprattutto in questo momento di difficile congiuntura economica, le istituzioni e gli enti pubblici della nostra provincia abbiano, in ambito sportivo, quale preciso e primario riferimento per i sostegni finanziari alla promozione dello sport di base, ivi compresa l’attività ludico motoria, le società sportive presenti sul territorio.

Il Presidente
Ettore Pellizzari
per Consiglio Direttivo della F.I.G.C. della provincia di Trento